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I tre segreti per ottenere una fusione perfetta

Scritto da Galloni Aseg | Nov 3, 2026, 11:47:37 AM

La fusione elettronica a induzione è una tecnologia estremamente precisa e affidabile, ma la qualità del risultato finale dipende da una grande varietà di fattori, che se non accuratamente controllati possono trasformare un pezzo fuso in modo impeccabile in un prodotto da scartare o rilavorare.

ASEG Galloni, grazie all’esperienza maturata in oltre settant’anni di attività nel campo della fusione dei metalli preziosi, ha individuato i tre elementi che incidono in modo determinante sulla qualità della fusione, e che sono quindi i migliori alleati per ottenere una fusione perfetta.

1. La qualità del modello

Tutto parte da qui: se il modello non è realizzato correttamente, nessuna fonditrice può compensare l’errore a valle. È probabilmente il punto in cui si perdono più fusioni, e quello in cui l’esperienza del fonditore fa la differenza maggiore. 

Ecco alcuni degli aspetti centrali che vanno sempre tenuti presenti in fase di design del modello:

  • i ritiri dimensionali vanno calcolati in anticipo: gomma, cera e metallo hanno ciascuno un proprio coefficiente di ritiro, e non tenerne conto porta alla produzione di pezzi fuori tolleranza
  • i canali di colata devono essere posizionati nei punti giusti per continuare ad alimentare il flusso di metallo durante la solidificazione: se la loro posizione è sbagliata, si formano facilmente ritiri e porosità
  • la presenza di spessori irregolari dell’oggetto va prevista fin dalla fase di progetto, perché le differenze di spessore fanno sì che la velocità di solidificazione non sia uniforme nelle diverse parti dello stesso pezzo; non tenerne conto può causare difetti difficili da correggere in un secondo momento.

2. L’attenzione per il rivestimento

Il rivestimento è un elemento che spesso viene erroneamente sottovalutato quando si pensa al processo di fusione, eppure è proprio lui a contenere il metallo fuso e, quindi, a determinare in gran parte la qualità della superficie finale. Anche nella gestione di questo elemento, la precisione fa la differenza:

  • il rapporto tra polvere e acqua va rispettato con precisione (circa 1 kg di polvere per 360-400 g di acqua): anche piccole variazioni di questa proporzione modificano sensibilmente la resistenza della forma
  • la polvere va sempre aggiunta all’acqua, mai il contrario
  • il materiale tende ad assorbire umidità dall’ambiente e deve essere conservato sempre ben secco prima dell’uso: l’umidità in eccesso è una delle cause più comuni di superfici ruvide e bavature
  • il mescolamento meccanico sotto vuoto è essenziale e non opzionale: è l’unico modo per eliminare l’aria intrappolata nell’impasto e ottenere così un rivestimento omogeneo, privo di bolle e difetti.

3. La corretta scelta del metodo di fusione 

Non esiste un unico modo di fondere, adatto per qualsiasi tipo di metallo e di applicazione: la scelta del metodo di fusione da preferire dipende dal materiale utilizzato, dagli spessori coinvolti e dalla complessità del pezzo, e usare il metodo sbagliato porta quasi sempre a uno spreco di tempo e di materiale, oltre che a una riduzione della qualità finale.

ASEG Galloni offre soluzioni pensate per rispondere a diverse esigenze specifiche, ognuna delle quali corrisponde a un differente approccio alla fusione:

  • Fusione centrifuga: ideale per pezzi standard in oro e argento, sfrutta una pressione progressiva per far entrare il metallo nello stampo evitando fenomeni di turbolenza.
  • Fusione sottovuoto (e sottovuoto con pressione): è la soluzione più indicata per la gioielleria di alta qualità e per gli spessori più sottili, perché il vuoto aspira via le impurità prima che possano contaminare il metallo, garantendo la massima pulizia della superficie.
  • Fusione statica: utilizzata per la produzione di lingotti e graniglia, per il recupero degli scarti e per la preparazione della prelega.

Individuare la tipologia di macchina più adatta in relazione al lavoro da svolgere è un percorso che comincia dalla conoscenza approfondita dei propri processi e delle proprie necessità. Solo in un secondo tempo, una volta identificata la tipologia di fusione più in linea con i propri obiettivi, si può passare a valutare le caratteristiche tecniche specifiche della tipologia di macchina scelta.

Questi tre elementi sono i primi da prendere in considerazione se si vuole accrescere la qualità di un processo di fusione, ma costituiscono solo il primo passo per chi opera professionalmente nel settore: per una panoramica completa, che affronta passo dopo passo ogni fase del processo, ASEG Galloni ha realizzato una guida pratica e dettagliata dedicata alla fusione elettronica a induzione, pensata per orafi, fonditori e tecnici che vogliono affinare le proprie competenze e ottenere risultati sempre eccellenti.

Scopri tutti i segreti della fusione ad induzione elettronica: scarica gratuitamente la Guida alla fusione di ASEG Galloni.